Un po' di storia

L'idea del software libero

codice libero aperto

Il concetto di "open source" non è nuovo nella storia dell'informatica: il primo software nasce come patrimonio della comunità, il suo codice sorgente può essere distribuito, modificato e migliorato liberamente. In questo modo il software può svilupparsi rapidamente grazie all'apporto di tutta la comunità.

Quando il software inizia a interessare il mondo commerciale, si trasforma da prodotto di una comunità scientifica in prodotto commerciale: nascono le licenze d'uso, lo sviluppo del software viene protetto da segreti industriali.

Una parte sempre più consistente della comunità scientifica inizia però a vedere queste licenze come una limitazione al libero sviluppo del software e alla circolazione delle idee. Nascono così i movimenti per l'open source.

Gli anni 70: hackers al MIT

Negli anni 70 ARPAnet permette uno scambio di informazioni all'interno della comunità scientifica di una rapidità ed efficienza mai viste prima e dà un fortissimo impulso alla collaborazione tra ricercatori, hackers e programmatori amatoriali. I luoghi di questa "rivoluzione informatica" sono i laboratori di Intelligenza Artificiale del MIT e dell'Università di Stanford (SAIL) e l'Università Carnegie-Mellon (CMU).

In quegli anni le università del tempo utilizzavano sistemi operativi time-sharing prodotti dalla Digital Equipment Corporation (DEC). Gli hacker del MIT decisero di creare un proprio sistema operativo, completamente scritto da loro, il leggendario ITS. La sigla, che stava per "Incompatible Time-sharing System" Sistema Time-sharing Incompatibile), rendeva bene lo spirito giocoso dei suoi sviluppatori.

All'epoca videro la luce l'editor Emacs, i programmi per le mailing list elettroniche, e il sistema operativo UNIX.

nasce il modello commerciale

Gli anni 80: la Free Software Foundation

Negli anni 80 la cultura hacker cambia radicalmente: se prima il software veniva scambiato liberamente, ora inizia a essere considerato un prodotto commerciale (come avvenne nel 1984 per UNIX). Il pioniere del modello di software proprietario è la Microsoft: non viene pubblicato più il codice sorgente (che, una volta compilato, non è più accessibile), e vengono applicate limitazioni sulla diffusione del software (con le licenze d'uso).

In questo modo le aziende che propongono software proprietario impediscono alla comunità di migliorarlo con la stessa rapidità, flessibilità ed efficienza con cui le applicazioni si erano potute sviluppare fino a quel momento.

"Mi trovai di fronte a un problema di tipo etico: perché all'epoca (erano i primi anni 80) per avere un computer all'avanguardia dovevi procurarti un sistema operativo proprietario, ma gli sviluppatori di quei sistemi non condividevano, al contrario, cercavano di controllare gli utenti, di dominarli, di contenerli, dicendo "per avere questo sistema dovete accettare di non condividerlo con nessun altro". Per me accettare quella promessa significava essere una persona cattiva, tradire, o isolarmi dalla società, dalla comunità cooperante. Avevo già vissuto sulla mia pelle quello che era successo quando altre persone si erano comportate così con noi, quando avevano rifiutato di condividere con noi perché avevano firmato uno di questi contratti: l'intero laboratorio ne aveva risentito, ci fu impedito di fare cose utili. Quindi non mi sarei mai comportato così, sentivo che era sbagliato: io non voglio vivere in questo modo."

R.M. Stallman

Hacker e hobbisti vedono quindi il modello del software proprietario come una negazione delle loro libertà. Nascono i nuovi movimenti per l'open source: nel 1985 R.M. Stallman (meglio conosciuto con le sue iniziali e login name, RMS) crea la Free Software Foundation, e nel frattempo inizia a lavorare a un "clone" di UNIX scritto in C e disponibile gratuitamente. Il sistema operativo UNIX, infatti, veniva diffuso come software proprietario, con strategie di marketing poco sviluppate rispetto a quelle utilizzate dall'azienda Microsoft, che nel frattempo sviluppa il sistema operativo Windows, incredibilmente inferiore a quello Unix.

Gli anni 90: alla ricerca di un sistema operativo "free"

Gli anni 90 si aprono con la ricerca di sistemi operativi alternativi a UNIX. Alla Berkeley University si sta sviluppando BSD (o Berkeley Unix), che sfrutta il kernel UNIX di cui è stato ceduto il diritto di utilizzo, ma il cui adattamento comporta ancora notevoli problemi legali. Contemporanemente, Stallman e un nutrito gruppo di programmatori lavorano alla stesura di un sistema operativo GNU. Verso il 1990 il toolkit GNU è completo, ma manca ancora un kernel libero.

Quando i programmatori di GNU stanno iniziando a lavorarci, entra in scena un giovane studente di Helsinki, Linus Torvalds.

la nascita del pinguino

Linus Torvalds voleva poter gestire sul suo computer un ambiente simile a quello cui era abituato all'università ma non trovava niente di soddisfacente: nel 1991 inizia a costruirne uno suo, prendendo spunto dal SUN OS. Vuole realizzare un kernel free Unix per macchine 386 usando un kit di strumenti della Free Software Foundation.

Torvalds riesce in ciò in cui i programmatori GNU non erano riusciti: crea un kernel libero, e lo chiama Linux. Nasce così un nuovo sistema operativo, libero, e che funziona straordinariamente bene, in modo stabile.

lavorando su linux

La cosa sorprendente è che Linux non si evolve grazie al lavoro di un gruppo ristretto e ben definito di collaboratori, ma, poichè i codici sorgente sono aperti, chiunque vi trovasse un errore può segnalarlo: il gruppo di programmatori che sviluppa Linux è potenzialmente espandibile a livello globale. Come scrive Raymond,

"Linux si evolse in modo completamente differente. Fin quasi dalla sua nascita, fu casualmente 'preda di hacking' da parte di un vasto numero di volontari collegati solo tramite Internet. La qualità fu mantenuta non da rigidi standard o autocrazia, ma dalla strategia semplice e naive di proporre settimanalmente delle idee e di ricevere opinioni in merito da centinaia di utenti ogni giorno, creando una sorta di rapida selezione darwiniana sulle modifiche introdotte dagli sviluppatori. Con stupore da parte di quasi tutti, il progetto funzionava piuttosto bene."

Si può adesso inserire il kernel Linux nel vuoto del sistema GNU: su questa integrazione lavorano a lungo Stallman e Torvalds fino a creare GNU/Linux.

Il boom di Linux

Il grande boom di Linux si ha quando l'uso di questo sistema operativo si diffonde anche al di fuori del mondo dei programmatori. A questo proposito è stato notato come la curva di adozione di linux sia direttamente proporzionale alla curva di diffusione di internet: la grande crescita di Linux è parallela allo sviluppo del www e degli intenet service providers. La nascita di Apache web server e l'interazione con il linguaggio Php rendono possibile la creazione di siti web complessi: Linux si impone sul mercato dei server e molte aziende ritengono molto più efficiente e redditizio il software open source e lo preferiscono a soluzioni di tipo proprietario.

Nel 1997 Raymond pubblica il saggio "La Cattedrale e il Bazaar". L'anno dopo viene rilasciato il codice sorgente del browser Netscape e in California nasce un'associazione non-profit, la Open Source Initiative, che ha tra i suoi scopi principali quello di avvicinare le imprese al modello del software open source.

offrire assistenza

Gli anni 90 vedono nascere anche prospettive commerciali per lo sviluppo dell'open source: se il software è aperto e disponibile gratuitamente, quali reali possibilità di guadagno si possono avere? Nel modello del software proprietario l'assistenza è monopolio dell'azienda che detiene il codice sorgente e che stabilisce la licenza d'uso del software. Nella logica open source invece si possono vendere servizi (supporto per l'installazione, consulenza, tutoraggio) sul software ceduto gratuitamente (modello support sellers - ricordiamo la storica Cygnus solutions, o l'attuale Red Hat), o si può rilasciare software open source come "pilota", per poi vendere software sottoposto a copyright (modello loss leader, utilizzato da Netscape), si può vendere hardware rilasciando però gratuitamente il software che utilizza (modello widget frosting), si può commercializzare documentazione cartacea o altro materiale accessorio (modello accessorizing).

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